Il Metodo Validation®: quali applicazioni, vantaggi, criticità

Il metodo Validation® quali vantaggi, applicazioni, criticità
Il metodo Validation® quali vantaggi, applicazioni, criticità

“Il metodo Validation® è uno strumento che facilita la relazione.”

Questa è la frase che ha dato il via alla relazione sulle applicazioni possibili di questo metodo, sui suoi obiettivi e sulle criticità. La relatrice, Cinzia Siviero, ha strutturato il suo breve intervento facendosi guidare da alcuni quesiti, gli stessi su cui ha lavorato, nei mesi precedenti il Convegno, un gruppo di operatori della RSA ‘La Quiete’ di Castiglione Cosentino, in provincia di Cosenza. Coordinati dalla dott.ssa Laura Marsico questi professionisti hanno indagato gli ambiti che hanno a che fare con la comunicazione con gli anziani affetti da demenza. Perché dunque si sente l’esigenza di acquisire metodi diversi, modalità comunicative che vadano a facilitare la relazione quando si lavora a stretto contatto con la demenza? Questa è stata la prima importante domanda, quella da cui si è partiti. Capire l’importanza di sentirsi risorse anziché vittime, leggere la realtà di fatica come una vera opportunità, reinterpretare la propria quotidianità professionale, sono alcune delle considerazioni fatte durante l’intervento.

Validation® infatti insegna ad accettare la persona affetta da demenza così come è, ad entrare nel suo mondo invece che resistergli. Questo fa bene in primis all’operatore, che può vivere in maniera differente l’anziano e i suoi comportamenti difficili. Come possiamo immaginare ciò ha una ricaduta fondamentale sulla relazione, sull’anziano e sulla sua quotidianità.

Il metodo Validation® quali vantaggi, applicazioni, criticità

Ma facciamo un passo indietro e facilitiamo anche chi non conosce questa filosofia di pensiero. Che cos’è il metodo Validation®? Naomi Feil, gerontologa e terapeuta sociale americana, intorno agli anni ’70 inizia a strutturare questa tecnica comunicativa a favore dell’anziano affetto da demenza, provando a mettere in discussione quella che all’epoca veniva considerata l’unica modalità relazionale possibile: l’orientamento alla realtà.

Lei sostiene che attraverso un contatto empatico, un sentire più che il comprendere, la persona confusa si sente capita ed accolta. L’ascolto autentico e l’accoglienza sul piano emozionale, il prendere sul serio ciò che viene comunicato anche quando non c’è coerenza, permette una forte riduzione dell’ansia. Il risultato è spesso un calo dell’intensità del disturbo del comportamento, perché questo è scatenato

frequentemente da emozioni fuori controllo. L’aggressività verbale come quella fisica per esempio, sono la diretta conseguenza della rabbia o della frustrazione. I comportamenti strani – che Validation® legge come reazioni di adattamento – possono essere accettati invece che corretti o combattuti. La relazione cambia completamente quando è arricchita di fiducia, secondo Carl Rogers.

Il pilastro di Validation® è dunque l’empatia, l’entrare nel mondo dell’altro, il vedere il mondo con il suo sguardo. I recenti studi di Giacomo Rizzolati con i suoi neuroni specchio ci confermano che l’empatia è parte del nostro corredo genetico. Sta a noi svilupparla. Il percorso dell’anziano per Validation® dicevamo è fatto di legittima difesa; la persona confusa, senza la possibilità di capire, categorizzare, ricordare e molto altro, principalmente sente, spesso si rifugia nel suo passato, nella realtà emozionale del là allora, quella in cui si sentiva utile. Il qui e ora non coincide con la realtà personale. Il grande scollamento che si crea tra il mondo della cura, sia esso in famiglia o in struttura, e il mondo interiore dell’anziano, diminuisce se usiamo la validazione.

La comunicazione empatica con il paziente demente è vibrazione, si legge in un’ultima slide della relazione della Siviero. Questa vibrazione, insieme a vere e proprie tecniche verbali e non verbali, sono le competenze dell’Operatore Validation®. Per accogliere ed ascoltare autenticamente, senza pregiudizi, è per esempio necessario mettere da parte le proprie emozioni e non con-fondersi. Centrarci è fondamentale: il Centering infatti è la prima tecnica che viene proposta nei corsi.

E a proposito di applicabilità: vediamo che è possibile sia a livello individuale (qualsiasi sia il nostro ruolo) che a livello di gruppo.

Cinzia nel suo intervento accenna brevemente alla bellezza e alla intensità del gruppo Validation®, invitando i partecipanti ad andare a Milano a visitare un Alzheimer Cafè che conduce. Tramite un emozionante video poi, con grande partecipazione, i presenti hanno potuto vivere qualche minuto di una sessione individuale in cui l’operatrice, empatica e validante, contatta una signora molto compromessa.

Possiamo affermare concludendo che Validation® aiuta la relazione tra le persone, nel senso più ampio del termine, perché ci insegna a fare un passo indietro a favore dell’altro, a non avere fretta nel proporre le nostre soluzioni, lasciando spazio all’Ascolto.

Cinzia Siviero
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Responsabile dell'Organizzazione Validation Autorizzata AGAPE